La macchina del tempo...

L’emozione che si prova davanti a un prato imbiancato dai narcisi ha radici profonde, capaci di unire la grande letteratura alla nostra storia locale.

La fioritura, un fienile e una méda (covone)

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di famiglia

Foto di famiglia in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

Foto di famiglia in Col D'Artent - Lentiai

L'incanto del "divoratore di sentieri"

William Wordsworth (1770 – 1850), uno dei padri del Romanticismo, fu tra i primi a riconoscere la nobiltà del camminare come strumento di formazione culturale e interiore. Nella sua celebre composizione The Daffodils (1807), il poeta descrive perfettamente lo stupore di chi, vagabondando tra le valli, si imbatte in una folla di fiori danzanti:

I wandered lonely as a cloud,
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Vagavo solitario come una nuvola,
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all’improvviso vidi una moltitudine,
una moltitudine, di narcisi dorati;
accanto al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.

Sebbene Wordsworth cantasse il narciso dorato, quel medesimo incanto è ciò che per generazioni ha spinto la nostra comunità verso le vette, per ammirare il candore del Narcissus poeticus.
Infatti, il nostro “divoratore di sentieri” non è solo protagonista di poesie inglesi. È la stessa immagine che, tra gli anni ’30 e gli anni ’60 del Novecento, ha attratto generazioni di valle, intenti a salire verso il Col D’Artent e Col Moscher, oppure Milies e Pianezze.

La fioritura sulla montagna di Lentiai: un ricordo indelebile

Per noi di Lentiai, il narciso non è solo un fiore, ma un compagno di vita che segna il passaggio delle stagioni. Chi è cresciuto in queste terre porta con sé ricordi vividi, fatti di profumi e colori che oggi sembrano appartenere a un mondo lontano.

La fioritura dei Narcisi negli anni '50

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di Archivio Walter Argenta

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

La fioritura dei Narcisi negli anni '90

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di Archivio Walter Argenta

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

La festa a Pian di Coltura

Impossibile non ricordare la grande Festa dei Narcisi che si teneva in maggio a Pian di Coltura, presso il Rifugio della famiglia Marcer. Furono il nonno e il papà di Simon Paolo e Maurizio a dare vita a questa tradizione, portata avanti poi in collaborazione con lo Sci Club Lentiai.
Era un evento che attirava persone da ogni dove: Pian di Coltura diventava una distesa bianca così abbondante che i carri e i trattori che sfilavano venivano addobbati con mazzi fittissimi di fiori. All'epoca, la fioritura era rigogliosa a quote molto più basse rispetto a oggi.

La fioritura del Narciso negli anni '30

La fioritura del Narciso in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

La fioritura del Narciso in Col D'Artent - Lentiai

Gara podistica - Festa del Narciso anni '30

Gara podistica in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

Gara podistica in Col D'Artent - Lentiai

Il profumo della comunità

Il narciso entrava nelle case e nei cuori:


  • In Chiesa: nel mese Mariano, il profumo intenso del “Principe Bianco” riempiva l'Arcipretale, adornando l'altare maggiore e quello dell'Assunta.

  • A Scuola: un semplice vasetto di vetro sulla cattedra delle maestre alle elementari era il segnale inconfondibile: era arrivata la primavera e la fine della scuola era ormai vicina.

Uno sguardo alla Valbelluna e oltre.

Il legame con il narciso abbracciava tutta la pedemontana, creando un paesaggio che sembrava incantato. Gli anziani ricordano che in maggio, guardando dai paesi della destra Piave (come Santa Giustina) verso le nostre montagne, il candore era tale da dare l’illusione di una nevicata appena avvenuta.


  • Zelant e Al Boz: anche in Zelant i prati erano completamente bianchi e si teneva una partecipata festa (proprio dove oggi sorge il ristorante pizzeria “Da Geppo”). Lo stesso accadeva in località Al Boz, a Villa di Villa.

  • Trichiana e Melere: anche in queste zone si ricordano con affetto e nostalgia le celebrazioni dedicate al narciso, segno di una cultura popolare profondamente legata alla terra.

La fioritura dei Narcisi a Milies di Segusino (TV)

Anche fuori provincia nella zona pedemontana tuttora si celebra la fioritura dei narcisi con festival che hanno luogo a cadenza annuale in tarda primavera.
Verso la fine di maggio, i prati del Monte Doc a Milies di Segusino (TV) si trasformavano in una distesa candida, quasi una nevicata fuori stagione regalata dalla fioritura dei narcisi. Gli scatti degli anni '40 e '50 di Raimondo Stramare, conosciuto come “Mondo”, immortalano un’epoca in cui la raccolta di questi fiori era un rito collettivo: come al Col D'Artent, intere generazioni — dai fidanzati ai nonni con i nipoti — si ritrovavano in quota per celebrare questa tradizione della natura.

Verso la fine di maggio, i prati del Monte Doc a Milies di Segusino si trasformavano in una distesa candida, quasi una nevicata fuori stagione regalata dalla fioritura dei narcisi. Gli scatti degli anni '40 e '50 di Raimondo Stramare, conosciuto come “Mondo”, immortalano un’epoca in cui la raccolta di questi fiori era un rito collettivo: come al Col D'Artent, intere generazioni — dai fidanzati ai nonni con i nipoti — si ritrovavano in quota per celebrare questa tradizione della natura.

Giovane coppia

Giovane coppia a Milies di Segusino (TV)

Foto di Raimondo Stramare - Immagine presa dal canale Youtube "Valdo TV APS"

Giovane coppia a Milies di Segusino (TV)

Foto di gruppo di bambini

Foto di gruppo di alcuni bambini a Milies di Segusino (TV)

Foto di tratta dal libro "Miliès con l'accento giusto" di Mariano Lio

Foto di gruppo di alcuni bambini a Milies di Segusino (TV)

Alcuni ragazzi in posa

Alcuni ragazzi in posa a Milies di Segusino (TV)

Foto di tratta dal libro "Miliès con l'accento giusto" di Mariano Lio

Alcuni ragazzi in posa a Milies di Segusino (TV)

Una bellezza fragile: l'impegno per il futuro

Oggi, quel “manto nevoso” descritto dai testimoni del tempo è diventato un patrimonio vulnerabile. Se un tempo il Narcissus poeticus dominava i prati con colonie vaste e odorose, oggi la situazione è critica.
Sulla montagna di Lentiai resta solo il 30% della fioritura registrata negli anni '30. In località come Zelant e il Monte Foral, il fiore è ormai rarissimo.
Le cause sono duplici:


  1. L'avanzata del bosco: l'abbandono dei pascoli montani permette agli alberi di riprendersi i prati, togliendo spazio vitale ai fiori.

  2. L'impatto dell'uomo: l'abitudine passata di raccoglierne in quantità smisurate ha indebolito la specie.

Il Gruppo Natura Lentiai ricorda che oggi il Narciso è protetto dal divieto assoluto di raccolta.
Il nostro obiettivo è far sì che questo fiore non resti solo un racconto nelle memorie dei nonni o un'immagine nelle foto di “Mondo” Stramare o contenute negli archivi storici di volenterosi cittadini (fra cui Walter Argenta, che nuovamente ringraziamo), ma torni a essere la “nuvola bianca” capace di ispirare i poeti e i camminatori di domani.

La macchina del tempo...

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L’emozione che si prova davanti a un prato imbiancato dai narcisi ha radici profonde, capaci di unire la grande letteratura alla nostra storia locale.

La fioritura, un fienile e una méda (covone)

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di famiglia

Foto di famiglia in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

Foto di famiglia in Col D'Artent - Lentiai

L'incanto del "divoratore di sentieri"

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William Wordsworth (1770 – 1850), uno dei padri del Romanticismo, fu tra i primi a riconoscere la nobiltà del camminare come strumento di formazione culturale e interiore. Nella sua celebre composizione The Daffodils (1807), il poeta descrive perfettamente lo stupore di chi, vagabondando tra le valli, si imbatte in una folla di fiori danzanti:

I wandered lonely as a cloud,
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

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Vagavo solitario come una nuvola,
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all’improvviso vidi una moltitudine,
una moltitudine, di narcisi dorati;
accanto al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.

Sebbene Wordsworth cantasse il narciso dorato, quel medesimo incanto è ciò che per generazioni ha spinto la nostra comunità verso le vette, per ammirare il candore del Narcissus poeticus.
Infatti, il nostro “divoratore di sentieri” non è solo protagonista di poesie inglesi. È la stessa immagine che, tra gli anni ’30 e gli anni ’60 del Novecento, ha attratto generazioni di valle, intenti a salire verso il Col D’Artent e Col Moscher, oppure Milies e Pianezze.

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La fioritura sulla montagna di Lentiai: un ricordo indelebile

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Per noi di Lentiai, il narciso non è solo un fiore, ma un compagno di vita che segna il passaggio delle stagioni. Chi è cresciuto in queste terre porta con sé ricordi vividi, fatti di profumi e colori che oggi sembrano appartenere a un mondo lontano.

La fioritura dei Narcisi negli anni '50

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di Archivio Walter Argenta

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

La fioritura dei Narcisi negli anni '90

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

Foto di Archivio Walter Argenta

La fioritura dei Narcisi in Col D'Artent - Lentiai

La festa a Pian di Coltura

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Impossibile non ricordare la grande Festa dei Narcisi che si teneva in maggio a Pian di Coltura, presso il Rifugio della famiglia Marcer. Furono il nonno e il papà di Simon Paolo e Maurizio a dare vita a questa tradizione, portata avanti poi in collaborazione con lo Sci Club Lentiai.
Era un evento che attirava persone da ogni dove: Pian di Coltura diventava una distesa bianca così abbondante che i carri e i trattori che sfilavano venivano addobbati con mazzi fittissimi di fiori. All'epoca, la fioritura era rigogliosa a quote molto più basse rispetto a oggi.

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La fioritura del Narciso negli anni '30

La fioritura del Narciso in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

La fioritura del Narciso in Col D'Artent - Lentiai

Gara podistica - Festa del Narciso anni '30

Gara podistica in Col D'Artent - Lentiai

Autore sconosciuto

Gara podistica in Col D'Artent - Lentiai

Il profumo della comunità

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Il narciso entrava nelle case e nei cuori:


  • In Chiesa: nel mese Mariano, il profumo intenso del “Principe Bianco” riempiva l'Arcipretale, adornando l'altare maggiore e quello dell'Assunta.

  • A Scuola: un semplice vasetto di vetro sulla cattedra delle maestre alle elementari era il segnale inconfondibile: era arrivata la primavera e la fine della scuola era ormai vicina.

Uno sguardo alla Valbelluna e oltre.

Il legame con il narciso abbracciava tutta la pedemontana, creando un paesaggio che sembrava incantato. Gli anziani ricordano che in maggio, guardando dai paesi della destra Piave (come Santa Giustina) verso le nostre montagne, il candore era tale da dare l’illusione di una nevicata appena avvenuta.


  • Zelant e Al Boz: anche in Zelant i prati erano completamente bianchi e si teneva una partecipata festa (proprio dove oggi sorge il ristorante pizzeria “Da Geppo”). Lo stesso accadeva in località Al Boz, a Villa di Villa.

  • Trichiana e Melere: anche in queste zone si ricordano con affetto e nostalgia le celebrazioni dedicate al narciso, segno di una cultura popolare profondamente legata alla terra.

La fioritura dei Narcisi a Milies di Segusino (TV)

Anche fuori provincia nella zona pedemontana tuttora si celebra la fioritura dei narcisi con festival che hanno luogo a cadenza annuale in tarda primavera.
Verso la fine di maggio, i prati del Monte Doc a Milies di Segusino (TV) si trasformavano in una distesa candida, quasi una nevicata fuori stagione regalata dalla fioritura dei narcisi. Gli scatti degli anni '40 e '50 di Raimondo Stramare, conosciuto come “Mondo”, immortalano un’epoca in cui la raccolta di questi fiori era un rito collettivo: come al Col D'Artent, intere generazioni — dai fidanzati ai nonni con i nipoti — si ritrovavano in quota per celebrare questa tradizione della natura.

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Verso la fine di maggio, i prati del Monte Doc a Milies di Segusino si trasformavano in una distesa candida, quasi una nevicata fuori stagione regalata dalla fioritura dei narcisi. Gli scatti degli anni '40 e '50 di Raimondo Stramare, conosciuto come “Mondo”, immortalano un’epoca in cui la raccolta di questi fiori era un rito collettivo: come al Col D'Artent, intere generazioni — dai fidanzati ai nonni con i nipoti — si ritrovavano in quota per celebrare questa tradizione della natura.

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Giovane coppia

Giovane coppia a Milies di Segusino (TV)

Foto di Raimondo Stramare - Immagine presa dal canale Youtube "Valdo TV APS"

Giovane coppia a Milies di Segusino (TV)

Foto di gruppo di bambini

Foto di gruppo di alcuni bambini a Milies di Segusino (TV)

Foto di tratta dal libro "Miliès con l'accento giusto" di Mariano Lio

Foto di gruppo di alcuni bambini a Milies di Segusino (TV)

Alcuni ragazzi in posa

Alcuni ragazzi in posa a Milies di Segusino (TV)

Foto di tratta dal libro "Miliès con l'accento giusto" di Mariano Lio

Alcuni ragazzi in posa a Milies di Segusino (TV)

Una bellezza fragile: l'impegno per il futuro

Oggi, quel “manto nevoso” descritto dai testimoni del tempo è diventato un patrimonio vulnerabile. Se un tempo il Narcissus poeticus dominava i prati con colonie vaste e odorose, oggi la situazione è critica.
Sulla montagna di Lentiai resta solo il 30% della fioritura registrata negli anni '30. In località come Zelant e il Monte Foral, il fiore è ormai rarissimo.
Le cause sono duplici:


  1. L'avanzata del bosco: l'abbandono dei pascoli montani permette agli alberi di riprendersi i prati, togliendo spazio vitale ai fiori.

  2. L'impatto dell'uomo: l'abitudine passata di raccoglierne in quantità smisurate ha indebolito la specie.

Il Gruppo Natura Lentiai ricorda che oggi il Narciso è protetto dal divieto assoluto di raccolta.
Il nostro obiettivo è far sì che questo fiore non resti solo un racconto nelle memorie dei nonni o un'immagine nelle foto di “Mondo” Stramare o contenute negli archivi storici di volenterosi cittadini (fra cui Walter Argenta, che nuovamente ringraziamo), ma torni a essere la “nuvola bianca” capace di ispirare i poeti e i camminatori di domani.

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